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Pagine e parole...

PRIMO PREMIO DEL CONCORSO DELLA "FONDAZIONE RITA LEVI MONTACINI" PER LE SCUOLE SUPERIORI DI ROMA vinto da un alunno del nostro istituto

Articolo pubblicato sul Messaggero del 24 settembre 2009

IN RICORDO DI GIANCARLO

Lettera da una studentessa

Sono molte le motivazioni per cui sono felice e orgogliosa di aver frequentato questa scuola, per cui tornando indietro sceglierei nuovamente il Tullio Levi Civita senza esitazioni, e per cui l'ho sempre consigliato a moltissime persone. Di queste motivazioni non lascio sicuramente ultima la considerazione di tutte le attività che questo Istituto mi ha permesso di svolgere, primo fra tutte il corso di vela organizzato dalla Lega Navale: credo, infatti, che uno degli obiettivi principali della scuola debba essere quello di trasmettere agli studenti quella curiosità che oramai spesso non hanno, e ciò diventa concretamente possibile proprio facendo loro vivere delle esperienze che altrimenti non avrebbero la possibilità di affrontare. Non molti di noi
"ragazzi di periferia" potranno mai permettersi di avere una barca a vela, ma in questa consapevolezza è bellissimo, vedendo qualche randa veleggiare all' orizzonte, pensare e ricordare l' unicità e l' emozione di quei pomeriggi primaverili in cui eravamo al timone in prima persona, in cui quella barca andava nella direzione in cui la guidavamo noi (o almeno quello era l'intento!), in cui ci trovavamo ad aiutarci con uno spirito di squadra anche se ci conoscevamo da quando, soltanto un ' ora prima, eravamo saliti in macchina per arrivare a Fiumicino. Sarebbe bello poter rivivere ancora queste esperienze così fuori dall' ordinario, ma purtroppo gli anni sono passati
e allora spero semplicemente, ma con tutto il cuore, di poter sempre ascoltare in futuro racconti di altri ragazzi entusiasti come me di questa "avventura".

ILARIA ATTILI

La Signora Bruna Fiorucci ha lavorato diciassette anni nel nostro Liceo come collaboratrice scolastica. La salutiamo con un abbraccio ringraziandola per essere stata sempre cordiale e disponibile. Non tutti sanno, però, che la Sig.ra Fiorucci  possiede doti creative non comuni. Ne è un esempio il testo che ha scritto per noi come commiato e che volentieri  pubblichiamo:

So’ diciassette mo’, porterà jella?

l’anni che ho lavorato a ‘sto liceo

e adesso me congedo da bidella,

me scordo della sveja e m’aricreo.

“Te mancherà – me dicono – er lavoro”

e scruto un po’, se dà raggione a loro;

scejenno che lasciià senza rimpianto

e che portamme nel ricordo accanto.

L'infelice edificio lo detesto

da quer primo momento che l'ho visto.

Gran parte dei miei giorni senza vede

se fori ce sta er sole oppure piove,

ner lungo coridojo a luce fissa

illeggiadrito da 'na grata spessa,

percorso d'Eolo e dei suoi spifferetti

te poi gelà d'inverno a coce a maggio,

e che folate poi, ce so' d'invidia,

d'inciuci, prepotenze e d'albagia

che soffiano su lealtà e coraggio

in mezzo a falsa meritocrazia.

Mo lascio tutto ciò co... la monnezza,

diuturno tormentone ai bagni e in classe

e lascio le finestre in alto e fesse

che smadonnanno chiudevo co' la mazza.

E lascio l'assordante confusione

de tutto er piano alla ricreazione

i banchi co' le gomme appiccicate

e i teneri graffiti da scrostà,

lascio la scopa, lascio la ramazza,

lascio i cestini pronti a trabboccà.

Mo lascio tutto questo e trovo er tempo

che fugge e nun riesco a riacchiappà,

pe' dedicamme ar tanto che me piace

a cui tanto ho dovuto rinuncià.

Me porto via il ricordo dei colleghi

coi quali era un piacere lavorà,

gente che nun scansava la fatica

e che collabborava co' lealtà,

der personale ATA brava gente

che ho frequentato relativamente.

Me porto via la stima dei docenti

dei quali ho avuto la cordialità,

gli stessi che negli anni hanno mostrato

professionismo e sensibilità.

Me porto via le gite d'istruzione

insieme alli studenti ad imparà

e pure se co' un po' de presunzione,

er contribbuto nell'educazione

dato ai ragazzi pe' la civiltà

utile nei rapporti da medià.

So' stata ripagata co' rispetto,

co' simpatia e ricambiato affetto.

Vojo sperà de mette ner bagajo

coscienza d'avé fatto er mio dovere

e sippure avrò fatto quarche sbajo

me scuso cor collega e er superiore.

Forse nun so' riuscita a famme amà,

poco portata pei salamelecchi,

però nell'ombra nun ho mai tramato

e pe' difesa il mio riserbo è stato.

Dice che ner lavoro c'è er successo,

quanno riesce a cresce er conto in banca,

a me però m'ha resa più felice

'na cartolina dallo Shri Lanka,

co' na poesiola tenera e sincera

de 'no studente dalla pelle scura.

Credo che se m'assiste la salute

le mie giornate nun saranno vòte

ma tornerò ogni tanto a dà un saluto

là dove ho lavorato ed ho vissuto.

Me porto il Levi Civita per come sono e sento

e lascio a chi rimane un...

BUON PROSEGUIMENTO.

Bruna Fiorucci

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